La matrina è un alcaloide presente nelle radici di Sophora flavescens, una leguminosa molto diffusa in oriente, in particolare in Cina. Secondo la medicina orientale quest’ultima viene utilizzata come farmaco per varie patologie tra cui la cura del cancro e come insetticida.

Da molti anni anche negli Stati Uniti risulta registrata ed autorizzata all’uso in campo dermatologico e alimentare.

In Italia questa sostanza è classificata come tossica, precisamente neurotossica ed il suo utilizzo in agricoltura non è permesso in quanto non registrata nell’elenco dei principi attivi autorizzati dall’Unione Europea. Quindi non si puo’ nè commerciare nè adoperare a prescindere dagli effetti.

Le strutture di questo alcaloide e del suo metabolita sono quelle riportate nelle immagini qui di seguito:

Nel 2014, all’interno dell’operazione della Guardia di Finanza e Procura della Repubblica di Cagliari su segnalazione di FederBio denominata “Mela Stregata” sono stati sequestrati grandi quantità di prodotti destinati all’agricoltura biologica classificati come “concimi speciali” e  “corroboranti/potenziatori della resistenza delle piante” perchè non conformi alle schede tecniche in quanto probabilmente fossero presenti tracce di un estratto vegetale di matrina. A prescindere dalla reale pericolosità della sostanza è stata inserita nelle linee guida ed analisi consigliate di alcuni organismi di certificazioni (QS), intermediari ortofrutticoli e GDO (soprattutto tedesche).