Gli alcaloidi tropanici sono un gruppo di oltre 200 composti differenti che contengono un anello tropanico nella loro struttura. Alcuni estratti vegetali contenenti questi alcaloidi vengono usati dall’antichità come medicamenti. Dal punto di vista alimentare sono di particolare interesse atropina e scopolamina le cui strutture sono riportate di seguito.

Atropina

L’atropina è un tropan-alcaloide presente in molte piante della famiglia delle Solanaceae come l’Atropa belladonna (Belladonna), la Datura stramonium (Stramonio comune) e la Hyoscyamus niger (giusquiamo nero). Gli effetti dell’avvelenamento da atropina dipendono naturalmente dalla dose assunta e vanno da effetti più lievi come la secchezza della bocca e stipsi, fino ad amnesia e blocco intestinale. A dosi elevate (intorno ai 10 mg) può sopraggiungere la morte.

Scopolamina

La scopolamina è una alcaloide allucinogeno ottenuto da piante della famiglia delle Solanacee tra cui si segnala lo stramonio. È prodotta da queste piante come sottoprodotto del loro metabolismo secondario. Gli effetti vanno da sonnolenza, tachicardia, secchezza delle fauci, midriasi, cicloplegia fino a diarrea, eccitazione, agitazione, allucinazioni e coma.

Entrambi gli alcaloidi sono stati oggetto di indagine da parte dell’EFSA e dell’Unione Europea successivamente al loro ritrovamento in prodotti baby food. Conseguentemente è stato raccomandato un monitoraggio da parte degli stati membri su alcuni alimenti come cereali, prodotti senza glutine, integratori alimentari, tè, infusioni di erbe, legumi e semi oleosi che ha portato all’approvazione del Regolamento (UE) 2016/239 del 19 febbraio 2016 che “riguarda i tenori massimi di alcaloidi tropanici in determinati alimenti a base di cereali destinati ai lattanti e ai bambini” dove si stabiliscono i limiti di legge: